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Calcio, scossa Mazzarri: Napoli, piu' umilta'
di Napoli Magazine
Fonte: Il Mattino
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Tra spogliatoio, campo e palestra Mazzarri ha tenuto a rapporto il Napoli. Dopo il ko di Bologna, pagato con la temporanea uscita dalla zona Europa, il tecnico ha dato la scossa. Senza esasperare i toni, anzi sottolineando i risultati finora ottenuti dalla squadra. «Siamo arrivati a certi livelli giocando con attenzione, curando i particolari e avendo paura degli avversari: non dobbiamo più sottovalutarli né sentirci una grande squadra», il messaggio alla vigilia di tre sfide delicate per il Napoli. In dodici giorni Fiorentina, Milan e Juve. «Affrontiamo squadre forti e questo è un aiuto per le motivazioni. Dobbiamo vivere il momento con serenità e ottimismo, noi come i tifosi. Quando sono arrivato non ho promesso l’Europa. Non avrei potuto, né avrebbe potuto chiedermela De Laurentiis perché il Napoli era al quattordicesimo posto. Io non ho parlato di Europa, però voglio arrivare il più in alto possibile. Ai calciatori dico di non accontentarsi mai o vivacchiare. Il Napoli è uscito dal tunnel tirando fuori anima e gioco. Questo è il momento sensibilmente più basso della mia gestione, il periodo in cui non gira niente. Ma siamo al settimo posto e a pochi punti dall’Europa. Non stiamo facendo sfracelli, però neanche prendiamo sberle dagli avversari». È una carica forte per la squadra che sembra segnare il passo dopo la rincorsa dalla zona bassa ai vertici. «Flessione normale, perché non si può mantenere questo rendimento per 38 partite. Bisogna fare una riflessione: nei mesi precedenti il Napoli ha reso secondo le sue possibilità o è andato oltre?», l’interrogativo di Mazzarri. Da Europa o no questa squadra? Dipende anche dalla condizione fisica e mentale dei giocatori, in particolare dei big, apparsi in calo nelle ultime settimane, non soltanto a Bologna. «Forse ci siamo abituati bene, comunque io sono tranquillo: per me contano prestazione e spirito della squadra, anche a Bologna li ho visti». È disponibile ad effettuare un limitato turn-over per la Fiorentina, dando un po’ di respiro agli azzurri più affaticati. «Valuto tutto con attenzione. Sì, qualche cambiamento potrebbe esserci, anche se bisogna fare valutazioni tecniche, psicologiche e caratteriali: perché, ad esempio, Sacchi non escludeva mai Franco Baresi, capitano del suo Milan? Era un punto di riferimento, temibile per gli avversari. Su Lavezzi c’è una riflessione da fare: come può raggiungere la migliore condizione se non gioca? Maggio, poi: è un titolare, dà continuità, non è il momento per toglierlo». L’esterno e il Pocho in campo sabato; dubbi sulla presenza di Hamsik o Quagliarella. «Lui e Lavezzi si cercano poco? Mi sembra il contrario e ad entrambi ho detto di tentare altre soluzioni: non è obbligatorio che l’uno passi il pallone all’altro». Sarebbe opportuno che lo spingano in porta, finalmente.


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Mer 8 Settembre 2010
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